LA FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Oggi, 24 giugno, è la festa di San Giovanni Battista, il Precursore. Come sempre siamo andati al santuario del Calandrone, a Merlino. Alla messa delle 08:30 non c’era molta gente, ma nell’aria fresca della mattina la devozione popolare era palpabile. Da ragazzo mio padre mi ci portava, tutti gli anni, in bicicletta. Lungo la strada di campagna che porta al santuario c’erano sempre per l’occasione dei venditori di dolci e di giocattoli. Allora compravamo una girandola da attaccare davanti alla bici, sulla via del ritorno a Paullo, e noi bambini eravamo contenti.
Il luogo è staordinario. Si tratta di una avvallamento nella piana coltivata che segue il tracciato del torrente Calandrone, giù verso l’Adda. Anche la vegetazione è straordinaria, grande farnie, platani, e poi il cerchio dei tigli che protegge e da ombra al sagrato.
Il santaurio è famoso perché luogo di miracoli; le pareti interne della chiesetta sono infatti tappezzati di ex-voto. Alla festa di San Giovanni, il 24 giugno, i devoti vengono anche da lontano, addirittura con dei pullman. Noi abbiamo seguito la messa dall’esterno, rimanendo sotto il porticato, senza entrare in chiesa. Alice ha preso una bottiglietta con l’acqua della fonte. E’ un’acqua miracolosa e ciascuno è libero di riempire la propria bottiglia e portarsela a casa.
Sotto i portici della chiesa sono visibili due grandi sarcofagi in granito, senz’altro di fattura romana, di tarda epoca imperiale si direbbe. Questi reperti, con altri dettagli che ora tralascio, ci rivelano che nel luogo esisteva un culto già nell’antichità. Forse la divinità qui venerata era Esculapio, il dio della medicina, anch’egli maschio, come San Giovanni, anch’egli dispensatore di guarigione.
