TERRA BRUCIATA
Un libro terribilmente attuale… però scritto negli anni ’60. Potremmo defirla fantascienza perché il motore della “siccità” nel romanzo è fittizio, ma partendo da questo tutto ciò che ne consegue è terribilmente realistico: è una società che si disgrega fino alle più estreme conseguenze… è un mondo privo di eroi, un mondo dove il passato viene cancellato insieme al futuro, dove esiste solo il presente.
Ballard era un fine psicologo e ci consegna, in descrizioni estese e molto ben narrate, immagini oniriche, introspettive, che si imprimono nella mente. Ho riconosciuto elementi di questo romanzo nel pluripremiato fim di P. Virzì “Siccità”, del 2022, a prova di come l’attualità di Ballard sia grande.
Se negli anni ’60 Terra bruciata era senza dubbio fantascienza, nel 2025 non lo è più. Sono cambiate le cause, ma il problema della siccità planetaria è diventato concreto in molte parti del mondo, facendo sì che questo romanzo sia ora, purtroppo, di un allarmante realismo.
Sono lieta che Feltrinelli nel 2024 abbia scelto di ripubblicarlo in una nuova traduzione. In questi anni l’avevo spesso cercato in libreria senza risultato.

Aggiungo a quanto ha scritto Alice che “Terra bruciata” fa parte di una tetralogia. Nel “il mondo sommerso”, un altro dei quattro romanzi, il riscaldamento climatico e il conseguente scioglimento dei ghiacciai polari provoca l’aumento del livello degli oceani. Lo lessi negli anni ’70, in un numero di Urania che mi prestò un amico. A cinquant’anni di distanza ricordo ancora l’immagine del protagonista che scopre di amare il caldo e che per questa ragione non segue tutti gli altri verso nord. Da solo, su una canoa, pagaiando lentamente, attraversa le vie di Londra, con le iguane che si affacciano a guardarlo da finestre ricoperte di vegetazione, e si dirige a sud.