OGNI INDIVIDUO È INEFFABILE

OGNI INDIVIDUO È INEFFABILE

La massima latina “Omne individuum ineffabile”, Ogni individuo è ineffabile, inesprimibile, è il concetto che meglio si attaglia a Franco Celenza. In lui c’era qualcosa di unico. Possedeva una ricchezza culturale e una molteplicità di interessi letterari che lo contraddistinguevano.

Se n’è andato una mattina di ottobre, pochi giorni fa, in un autunno tanto celebrato nelle sue suggestive poesie.

È così. Purtroppo Franco non c’è più, ma ci siamo ancora noi a ricordarlo. Questo fatto potrebbe essere un’assurdità. È incredibile: lui, per quello che ha scritto e lasciato sarà sempre onorato ed elogiato, noi ovviamente no.

Non tanti giorni fa ci siamo dati la mano. Una stretta forte, per dare forma alla reciproca intimità e stima.

Ci siamo conosciuti quasi trent’anni fa (forse ancor prima, ma a una certa età – come dico spesso – la memoria è quella che è) e nel 2001 ci ritrovammo insieme nell’incontro che definì le sorti del Premio Letterario Internazionale “Lago Gerundo”: una sua creatura, una sua poderosa idea, che grazie al chiaro e dichiarato accoglimento dell’amministrazione allora in carica è divenuto un appuntamento letterario di livello nazionale, e non solo.

Nella fotografia unita a questo articolo, Franco Celenza sta illustrando uno dei suoi innumerevoli lavori. Era il 2010 e in biblioteca venne presentato “Le opere e i giorni di Ennio Flaiano: Ritratto d’autore” edito da Bevivino nel 2007. Io lo pubblicizzai così: «Coraggio, il meglio è passato» Franco Celenza racconta Flaiano.

Recentemente, era il 2024, sotto il titolo generale “Medioevo Sacro” presentammo assieme le nostre fatiche letterarie e storiche: la sua “Ultimi giorni a Gerusalemme”. Sacra rappresentazione da tradizioni popolari medievali, e la mia “COLOMBANO e la fondazione di un monastero a Paullo”, entrambi editi da Comunica Books Edizioni. Io ho presentato il suo lavoro e lui ha presentato il mio: un’esperienza unificante da veri amici.

E da veri amici, un altro ricordo per nulla letterario: da ex fumatore, annusava con grande piacere il fumo della mia pipa. Lui, che non poteva più fumare per problemi alla trachea.

So che aveva ripreso a scrivere. Anche se ostacolato dalla malattia ha reagito con l’unica medicina che lo sosteneva: la scrittura. Non vedo l’ora di leggere l’ultimo suo lavoro.

Stefano Rosa

Stefano Rosa

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