LE MAIL DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA
È stata una vittoria, una vittoria delle opposizioni e di tutti noi. Nel Consiglio dell’altra sera, 28 ottobre, è passata all’unanimità una mozione proposta da me che assegna la mail istituzionale anche ai consiglieri di minoranza, analoga a quella già in possesso ai consiglieri di maggioranza. Per l’opposizione questo fatto è il riconoscimento concreto di essere parte integrante e operativa dell’istituzione comunale. Finora la mancanza della mail negava questo status, creando una disparità tra consiglieri che in punto di diritto non ha ragione d’essere.
Dopo che la sottoscritta ha letto in consiglio il testo della mozione, il sindaco, pur precisando di essere in linea di principio favorevole, ha detto che, a suo parere, la mozione andava bocciata per i tre seguenti motivi.
Anzitutto nella mozione si affermava che non c’erano costi, mentre l’attivazione di cinque nuove caselle, secondo il Sindaco, comportava una spesa, seppur minima. Questa obiezione a mio parere sarebbe stata aggirabile con un piccolo emendamento, anche perché per le piccole spese, dell’ordine di qualche decina di euro, il regolamento di contabilità dovrebbe prevedere un fondo speciale. In questi casi, infatti, dovrebbe bastare un buono di economato, senza determina, entro il limite stabilito per una singola spesa.
In secondo luogo, sempre secondo il Sindaco, sarebbe stato necessario, prima di dare la mail ai consiglieri di minoranza, un regolamento a tutela del Comune, come per delle mail aziendali. Un regolamento, a quanto pare, solo per quelli di minoranza, perché per quelli di maggioranza attualmente non c’è. Sembra che il Sindaco abbia bisogno di un regolamento per dare una mail ai consiglieri di minoranza. Ma al di là di questa disparità di trattamento, la cosa che fa pensare è il riferimento esplicito a una gestione aziendale delle mail stesse, che sembra comportare l’equiparazione dei consiglieri a dei dipendenti.
Infine il Sindaco non accettava che un consigliere “detti l’agenda” al sindaco, cioè specifichi in una mozione dei tempi in cui vengano messe in pratica le azioni che la mozione prescrive. In altre parole, secondo il sindaco un consigliere non può specificare dei termini temporali all’interno di una mozione, una pretesa, questa, quantomeno originale.
Per queste tre ragioni la posizione del sindaco era quella di non approvare la mia mozione, senza neanche tentare di emendarla.
Ha ammesso invece la possibilità di un emendamento l’assessore Badinjki che però ha rifiutato la disparità affermando che le mail ai consiglieri di maggioranza sarebbero motivate dal fatto che tutti sono titolari di una delega. Peccato, dico io, che non ci sia agli atti del Comune di Paullo nessun regolamento che stabilisca questo criterio. Tra l’altro l’assessore, durante il suo intervento, cita più volte in modo errato il termine temporale da me previsto nella mozione (due mesi invece dei miei dodici). Evidentemente la mozione non era stata da lui ben letta.
Devo ringraziare invece gli interventi dei consiglieri di opposizione, che mi hanno tutti appoggiato, mettendo in evidenza che gli eventuali errori nel mio testo si potevano comunque rapidamente emendare se, come da tutti affermato, c’era la sincera volontà di dare una mail ai consiglieri di minoranza. Devo ringraziare anche la consigliera Cremonesi, capogruppo di maggioranza, che si è offerta di discutere con me, a Consiglio sospeso, un emendamento accettabile da tutti.
Accordarsi sull’emendamento non è stato facile, perché io tenevo moltissimo al fatto che ci fosse un limite temporale per la creazione delle cinque nuove mail, nonostante il sindaco non volesse che gli si “dettasse l’agenda”. Ricordavo ciò che era successo un anno e mezzo prima, con l’emendamento integralmente sostitutivo in cui la maggioranza si impegnava a redarre un nuovo nuovo regolamento delle commissioni. Purtroppo in quell’occasione il testo votato non conteneva nessuna data e il Consiglio sta aspettando il regolamento ancora oggi. Fra l’altro, allora venne votato un emendamento integralmente sostitutivo nonostante questa forma di emendamento non sia prevista dal regolamento del Consiglio comunale. Ma tornando alla mozione io e la collega Cremonesi abbiamo trovato un accordo sui tempi per la creazione delle nuove caselle senza fare alcun riferimento alla necessità di un regolamento. La mozione, che è stata votata all’unanimità, impegna Sindaco e Giunta a dare una mail istituzionale ai consiglieri di minoranza entro sei mesi.
Questa è stata una conquista, a mio parere, e una dimostrazione del fatto che non è il sindaco, inizialmente contrario, che decide, ma il Consiglio. È stata una vittoria dell’opposizione, ma anche della maggioranza e della sua capogruppo in particolare, che si è offerta di emendare la mozione con me. Quindi è una vittoria di tutto il Consiglio, e questo ci tengo a dirlo.
È anche una dimostrazione del fatto che l’opposizione può fare qualcosa di buono se non si arrende. La decisione di dare una mail anche ai consiglieri di minoranza, per quanto alla fine votata da tutti, ho dovuta proporla io addirittura con una mozione, perché le richieste fatte in precedenza in varie forme, non avevano ricevuto alcuna risposta. Su questo punto sottolineo l’atteggiamento singolare dell’assessore Guida, che ha la delega alla comunicazione istituzionale. L’assessore ha gestito finora le mail dell’Ente creando l’attuale disparità tra consiglieri, ma né in questo né nel precedente Consiglio comunale ha mai preso la parola per motivare le sue scelte, in contraddizione con la spesso vantata disponibilità al dialogo e al confronto.
Concludo con un’ultima riflessione. I consiglieri comunali, a differenza degli assessori, che hanno uno stipendio mensile, sono persone elette che per circa 20 euro lordi partecipano attivamente a una riunione iniziata alle 19:00 e terminata più di cinque ore dopo, in piena notte. A parte tutto, ciò che sicuramente rimane è un impegno che merita rispetto.
