ASSUMERE LO SGUARDO DEI POVERI
Questa settimana nell’articolo di testa del notiziario parrocchiale di Paullo don Luca, anche se in modo scherzoso, richiama un concetto che oramai non fa più parte del lessico giornalistico, quello della lotta di classe. È vero, la lotta di classe non esiste più, però le classi ci sono ancora e don Luca ce lo ricorda con qualche aneddoto di prima mano.
Ci racconta, ad esempio, delle ciclabili, del loro uso, e ce ne parla in una prospettiva originale, diversa dalla solita retorica ambientalista sulla viabilità dolce e sostenibile. Le ciclabili, sottolinea don Luca, diventano uno strumento essenziale per chi deve andare al lavoro e non può permettersi un’auto. E’ chiaro che se si pensa alle ciclabili solo per andarci a spasso allora ci si lamenterà per la mancanza di ombreggiatura, o di panchine, o di fontanelle, come anch’io ho fatto in altri post. Ma se la ciclabile è vissuta come uno strumento per andare a lavorare con il solo mezzo che si ha a disposizione, un mezzo povero come la bicicletta o il monopattino, allora ai suddetti dettagli non si bada.
Un discorso, questo, che tiene conto delle classi sociali, che ancora esistono, e che viene fatto dal nostro parroco, un prete. L’occidente è in una crisi profonda, forse proprio a causa del crollo del cristianesimo, protestante o cattolico che sia, con la conseguente scomparsa di una morale sociale e del sentimento collettivo. In questo occidente in decadenza rimangono solo i preti e il Papa a ricordarci che, forse, per vedere le cose nella luce giusta, bisogna assumere lo sguardo dei poveri.
PS – Qualche foto sull’uso delle bici in Cina.


