I QUARANT’ANNI DI COMUNE APERTO

I QUARANT’ANNI DI COMUNE APERTO

Quest’anno Comune Aperto compie quarant’anni. Nasce nel lontano 1986, parecchio prima che Paullo diventasse città (2009) o che ne venissero “disconosciute” le indubbie radici lodigiane (mancata adesione alla provincia di Lodi, 1992). Questi, come molti altri, sono solo alcuni degli avvenimenti che Comune Aperto ha fedelmente registrato, prima in bianco e nero, poi, dal 2004, a colori.

Si tratta di storia locale, ma ciononostante ha un grande valore. E’ una storia che recupera realtà geograficamente circoscritte nei luoghi e nelle persone rendendoli vivi. La grande fabbrica che ha dato lavoro a molti, o la tradizione politica che risale alla Lotta di Liberazione, sono solo alcuni esempi delle cose che gli abitanti di Paullo hanno condiviso in questi quarant’anni e che ne definiscono e rendono riconoscibile la comunità, il senso di appartenenza.

E’ quindi importante che la storia locale venga coltivata nella memoria dei Paullesi e in questo Comune Aperto ha un ruolo insostituibile: attraverso di esso si conferma anzitutto un’identità collettiva.

Bisogna poi considerare che molti dei “problemi” della Paullo attuale, dall’ex statale non finita alla caserma dei Carabinieri dismessa, dalla scuola dell’infanzia costruita troppo vicina alla Cambrex a SPM, la partecipata messa da poco in liquidazione, diventano incomprensibili senza conoscere ciò che è avvenuto nei passati decenni, quali furono gli attori e a chi competono le responsabilità. La storia recente di Paullo è la chiave per decodificare i suoi attuali problemi e vincere le sfide che prospetta il futuro.

Una comunità che conosce la propria storia è più consapevole, più critica e più capace di partecipare attivamente alla vita pubblica. Sapere ad esempio perché sia stata costruita un’autostrada come la TEEM, stravolgendo il territorio paullese, o, ancora, come sia nata la Number One, la logistica che ha occupato l’area destinata alle attività produttive locali, dà ai cittadini paullesi strumenti concreti per comprendere la realtà di oggi.

Quando la storia locale è documentata e discussa criticamente è più difficile che venga strumentalizzata per fini politici o, ancora peggio, che venga selettivamente dimenticata. Forse a qualcuno può far comodo che ciò avvenga, ma è proprio per questa ragione che l’accesso alla versione digitale di Comune Aperto è importante. Il fatto che l’attuale Amministrazione, guidata dal dottor Luigi Gianolli, abbia deciso di festeggiare il quarantesimo non solo con una mostra, ma anche mettendo online tutti i numeri del notiziario, ci fa capire da una parte che in Comune non c’è nulla da nascondere e dall’altra che una partecipazione critica e non strumentale è più che benvenuta.

Roberto Bellavita

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