PERCHÈ UN NUOVO CENTRO COMMERCIALE A PAULLO?

PERCHÈ UN NUOVO CENTRO COMMERCIALE A PAULLO?

Molti Paullesi si chiedono perché costruire un altro centro commerciale nell’area di San Pedrino, quando già ne esistono molti lungo la Paullese. Riportiamo qui un tentativo di analisi dei vari aspetti della vicenda, vicenda che probabilmente condizionerà la realtà commerciale di Paullo per molti anni a venire.

In questi giorni nel DD1 di San Pedrino le ruspe lavorano a pieno regime, sei giorni su sette. L’area di otto ettari ospiterà due grandi strutture di vendita. Più precisamente, sono in costruzione due nuovi edifici che assieme ai quattro già edificati nel DD2 (Lidl, McDonald, Tigotà, Banco Fresco) porteranno a termine la nuova grande area commerciale a nord di Paullo.

I due edifici hanno rispettivamente una superficie calpestabile (S.L.P.) di 3000 mq (il più piccolo) e di 14.500 mq (di cui 1.000 al P1°) il più grande. A giudicare dai prospetti del più grande ci sembra si possa affermare che non si tratta di una galleria di negozi, come le Borromee per intenderci, ma di un grande ipermercato.

Edificio grande

Oltre all’area commerciale nel contesto degli stessi cantieri verrà prolungata via Mazzarello con una bretella che la congiungerà alla rotonda della Number One, così come parallelamente verrà completata la ciclabile che attualmente termina senza sviluppo sulla curva di via Mazzarello. Questo intervento migliorerà la viabilità in città e costituisce un primo aspetto positivo, anche se sarebbe stato preferibile completare la “circonvallazione” mediante una complanare alla paullese che non coinvolgesse il confine nord dell’area residenziale di San Pedrino.

Sezione nuovo tratto di circonvallazione

Aspetti positivi

Anzitutto gli oneri di urbanizzazione, in parte già versati anni addietro dall’allora proprietario dell’area; ora ne dovrebbero arrivare altri. Gli amministratori comunali dovranno stare attenti a non usarli in modo improprio, come sembra sia stato fatto in passato. Ricordiamo a tutti la paventata minaccia nel 2021 di dover restituire nove milioni di oneri già versati dalla proprietà se non si fosse fatta una logistica in DD1. Resta comunque il fatto che i nuovi oneri saranno sempre una cifra considerevole per le casse comunali e questo è un fatto positivo.

Poi c’è la questione dell’investimento, un grande investimento, che porterà lavoro e nuove assunzioni. Questo è un secondo aspetto positivo della questione, che noi, come ambientalisti che vedevano solo il bosco abbattuto nel 2021, abbiamo sempre sottovalutato.

Infine l’area commerciale sarà una nuova fonte di entrate fiscali per il comune. In questi anni, ad esempio, i Paullesi hanno fatto la spesa all’Esselunga che paga l’IMU a Pantigliate. Se in futuro i Paullesi spenderanno i loro soldi facendo la spesa a Paullo invece che a Pantigliate, si avrà una ricaduta positiva sui servizi erogati a Paullo perché saranno incassate più imposte dal comune.

Aspetti negativi

Il consumo di suolo anzitutto. DD1 e DD2 assieme costituiscono una decina di ettari che prima erano destinati a uso agricolo. Individuare le origini del loro cambio di destinazione non è semplice; bisogna infatti ricordare che l’area agricola a est della roggia Codogna già decenni fa, penso addirittura durante le prime amministrazioni Gatti, era stata divisa urbanisticamente in tre grandi macroaree, una a ridosso del cimitero destinata agli impianti sportivi, una intermedia di tipo residenziale (San Pedrino), e una terza in fregio alla Paullese a destinazione commerciale, di cui l’ambito DD1 fa parte.

Mentre le prime due sono state edificate tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000 l’area commerciale non è stata edificata affatto poiché era necessario attendere che prima fosse riqualificata la Paullese. Il ritardo di quest’ultima provocò un ritardo di decenni nella lottizzazione dell’area commerciale, con proroghe dopo proroghe, progetti che sono stati presentati, ritirati e ripresentati. A suo tempo, nel 2021, è stata addirittura proposta l’eventualità di una logistica dell’ambito DD1, una scelta a nostro parere incredibile e di cui nessuno parla più, ma che pure fu avanzata.

Nel frattempo su quattro ettari dell’ambito DD1 cresceva spontaneamente un bosco di neoformazione che dava benefici ecosistemici al vicino quartiere di San Pedrino. La storia degli ultimi anni è legata all’abbattimento di questo bosco, avvenuto nell’ottobre 2021. Il ricorso Legambiente contro la delibera della Giunta Lorenzini che lo autorizzava è del gennaio 2022. La vertenza si è conclusa quest’anno con una delibera in gennaio della Giunta Gianolli che adottava una nuova variante, il successivo ritiro del ricorso da parte di Legambiente, la concessione dei permessi di costruire e, a settembre di quest’anno, l’apertura del cantiere.

Legambiente ha ritirato il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che la ricomposizione della fascia PIF interna all’ambito DD1 a cui la nuova proprietà si è espressamente obbligata nella variante approvata in gennaio 2025, unitamente alla realizzazione di adeguate opere di mitigazione ambientale sul territorio, soddisfino di fatto l’interesse sotteso al ricorso.

Se la scelta di Legambiente sia stata quella corretta lo vedremo nel prossimo futuro.

Roberto Bellavita