il risultato forse più importante del fatto che esista una canale come la Muzza, che, ricordiamo, è il più grande canale d’Italia come portata, consiste nelle acque di falda del lodigiano, di qualità ineguagliata in tutta la Lombardia. La Muzza scorre infatti in un alveo permeabile, come un fiume; questo provoca una perdita di portata consistente, ma di rimando mantiene verde il territorio. E’ stata una scelta importante operata quarant’anni fa, quando sono state rifatte gran parte delle sponde del canale senza mai usare cemento.
Categoria: Ambiente
Questa proposta è stata formulata a vantaggio dell’intera comunità di Paullo, in quanto non solo modifica positivamente la viabilità comunale, ma incrementa altresì i parchi cittadini e cerca di salvaguardare le alberature lungo via Mazzarello. Non ci si limita alle proteste e agli slogan di pura opposizione; si affronta analiticamente il problema apportando un miglioramento concreto a decisioni già prese dal Sindaco e dalla Giunta. Nella consapevolezza che siamo fuori tempo massimo e che il procedimento amministrativo, nelle sue fasi decisionali, è praticamente concluso, penso sia comunque importante avanzare una proposta che risulta, a mio parere, nell’interesse di tutti, cittadini residenti, Comune e operatore economico.
È una delle piante più pericolose d’Europa, e si sta diffondendo silenziosamente nei nostri boschi e lungo i sentieri di montagna. La Pànace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum), introdotta nell’Ottocento come specie ornamentale, è oggi una presenza invasiva consolidata …
Nella foto è ripresa l’area DD1 a San Pedrino ora, completamente ricoperta di robinie; quattro anni fa al loro posto c’era un bosco con pioppi, olmi, salici, roveri, platani e altre essenze forestali, oltre alle immancabili robinie. Il bosco come tutti sanno non c’è più, ma le robinie si ostinano a ricrescere, nonostante le ripetute pulizie da parte della proprietà. Ne avranno ancora per poco però, perché Il 18 giugno l’ufficio tecnico ha concesso i permessi di costruire e a breve vedremo le ruspe entrare in azione.
Qualche giorno fa il mio vicino di casa mi ha mandato delle belle foto dei nuovi ospiti del nostro giardino: una colonia di rospi smeraldini. A dire la verità anch’io mi ero accorto della presenza di visitatori notturni perché la mattina dovevo scopare via strani escrementi oblunghi dai marciapiedi che circondano la casa. In un primo momento avevo pensato ai topi, a una seconda invasione dopo quella che quest’inverno ha creato tanti problemi a tutto il quartiere. Dimensione e consistenza di questi escrementi era però molto diversa da quella di topo. Ma la prova che c’erano dei rospi l’ho avuta un mese fa, quando li ho sentiti cantare: un trillo armonioso e modulato che riempiva la quiete delle sere di maggio.
Oggi pomeriggio sono andato in biblioteca e mi ha colpito il gran numero di giovani in sala lettura, soprattutto universitari, che in religioso silenzio studiavano con il loro portatile aperto. Altri erano seduti in giardino, uno dei pochi luoghi in centro a Paullo in cui si può ancora godere dell’ombra di grandi alberi.
In un trafiletto di spalla a pagina 42 del Cittadino del 28 giugno Emiliano Cuti parla di almeno 50 piante morte nei parchi e nei giardini di Paullo. L’articolo evidenzia una conoscenza approfondita del fenomeno fornendo numeri esatti sulle piante morte in piazza della Libertà, in via Pasubio e in altre zone, una precisione che meriterebbe la citazione della fonte. Ma a parte questo dettaglio, in fondo poco interessante, le considerazioni da fare sono altre.
La popillia è un coleottero che appartiene alla famiglia degli Scarabeidi, originario del Giappone. Si tratta di una specie che infesta e distrugge tappeti erbosi, piante selvatiche, da frutto e ornamentali e la cui diffusione si sta ampliando. In queste settimane sta infestando i giardini e gli orti di Paullo ed è un fenomeno molto più grave di quello che si è verificato l’anno scorso, almeno a giudicare dal numero di insetti catturati dalle mie trappole.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo qui di seguito l’appello dell’associazione per il Parco Sud Milano. Il Parco è stato un’istituzione fondamentale negli ultimi quarant’anni per la salvaguardia del territorio di Paullo e, più in generale, la ricca fascia a vocazione agricola che abbraccia a sud la metropoli milanese.
Nel 1983 si costituisce il Comitato che raccoglie oltre cinquemila firme in calce a una petizione popolare per fermare la cementificazione del territorio e per la promozione di una nuova area protetta: il Parco Sud Milano. Da allora, sono tanti i cittadini, comitati e associazioni che hanno contribuito a realizzare il Parco e a renderlo un soggetto vivo, capace di tutelare e offrire opportunità di sviluppo sostenibile al suo territorio. Tra questi l’Associazione Parco Sud Milano.
In questi giorni stanno nascendo i pulcini della coppia di cigni del Levadone. E’ un evento bello, che raramente si può vedere con i propri occhi, io, ad esempio, non l’avevo mai visto prima. I passanti che in questo mese hanno seguito la coppia diventando via via più numerosi, provenienti anche dai paesi vicini, con qualche eccezione hanno dimostrato attenzione, rispettando diligentemente i cartelli posti dal Comune e dal gruppo di cittadini che si sono impegnati perché la cova giungesse a buon fine.
Parco Muzza, Paullo, martedì 15 aprile, ore 10:15.
Ha appena smesso di piovere. I due cigni sono alla cova, si stanno pulendo e asciugando le piume. Tutto bene mi sembra. Con altri soci wwf stiamo pensando a un progetto di protezione del nido e poi della nidiata con il contributo del Comune, che è pur sempre il proprietario dell’area. A pensarci bene, la coppia di cigni, con la sua scelta di fare il nido così a portata di mano, ai bordi di una passeggiata frequentata da centinaia di Paullesi, offre l’occasione di sensibilizzare la popolazione al problema della salvaguardia delle specie selvatiche. Vedremo se l’assessorato risponderà positivamente alla nostra proposta.
Ieri sera, venerdì 11 aprile, ore 21:00, si è svolta in sala consiliare l’assemblea pubblica in cui Amministrazione e CEM illustravano alla popolazione la novità dell’ecuosacco. L’affluenza di cittadini è stata considerevole. D’altra parte, avendo distribuito 4500 volantini casa per casa, considerando che si sarebbe presentato una persona su un 10% dei nuclei famigliari, già da subito si poteva prevedere l’afflusso di almeno 450 persone. Poiché però la sala consiliare ha una capienza di 60 persone, si è creata una ressa incredibile, con persone in piedi non solo in sala, ma anche nell’atrio e sulle scale, tanto che molti cittadini sono dovuti ritornare a casa con la promessa di una nuova riunione nell’auditorium di via Fleming mercoledì 16 aprile alle 21:00.
