EMENDAMENTI INAMMISSIBILI E CITTÀ SPUGNA
Nel consiglio comunale di giovedì 18.12.25, durato 6 ore e 40, le opposizioni hanno presentato emendamenti al DUP (Documento Unico di Programmazione) giudicati inammissibili dal revisore dei conti del comune, il dottor Bormolini. Sono così scoppiate le proteste da parte dei consiglieri, con affermazioni in aula anche pesanti. Uno spettacolo senza alcun dubbio poco edificante.
Anzitutto sarebbe auspicabile che i consigli comunali non fossero così lunghi. Le quasi sette ore di consiglio di giovedì sera metterebbero a dura prova anche i cittadini più motivati. Si potrebbe risparmiare molto tempo se sui singoli punti all’ordine del giorno non intervenissero sempre tutti i consiglieri dei gruppi di opposizione. Non se ne capisce la necessità, visto che sembrano condividere posizioni politiche, manifesti, mozioni ed emendamenti.
In secondo luogo quando un consigliere propone di spostare dei soldi da un capitolo del bilancio è necessario abbia piena contezza di quello che sta facendo. Deve sapere, ad esempio, che non si possono spostare su altre voci di spesa finanziamenti che dipendono da un bando. Forse i consiglieri di opposizione non avevano chiaro questo aspetto della questione.
Infine, e questa è forse la cosa più grave, si ha l’impressione che gran parte dei consiglieri di opposizione ritengano poco rilevanti le iniziative finalizzare a mitigare gli eventi estremi dovuti al riscaldamento climatico (bombe d’acqua, siccità prolungate ecc.). Il progetto “Supera” si propone infatti di rendere nuovamente permeabili i parcheggi, le piazze e tutti quegli spazi pubblici che in estate diventano isole di calore. E’ evidente che per chi passa l’estate al mare o in montagna, o che può permettersi una climatizzazione della casa senza problemi di bolletta elettrica, le ondate di calore possono non essere un problema. Ma purtroppo per buona parte della popolazione non è così.
Il 4 dicembre presso il Comune di S. Giuliano si è svolta una serata molto interessante, richiamata anche nel Cittadino del 12 dicembre, che evidentemente alla maggioranza dei consiglieri di opposizione di Paullo è sfuggita. Aveva come obiettivo l’illustrazione del progetto chiamato “Città spugna”, un programma di interventi promosso da Città Metropolitana di Milano, finanziato dal Ministero dell’Interno e pensato per trasformare il territorio e renderlo più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare, per rendere nuovamente permeabili alcune superfici (parcheggi, piazze) e posare in opera contestualmente dei materiali inerti (sabbie e ghiaie) che fungano da serbatoi in caso di precipitazioni intense.
Emanuela Lupo (Città Metropolitana di Milano – Area ambiente) ha introdotto il concetto di isola di calore ed ha quantificato, sulla base di dati raccolti da Città Metropolitana, una temperatura media in città superiore di 2.25 °C a quella delle aree verdi periurbane. Nel caso del comune di San Giuliano questo delta diventa di 2,5 °C, con un picco a 3,2 °C. Ha altresì evidenziato che il numero di giorni di pioggia in Lombardia si sta riducendo progressivamente (un giorno in meno ogni sei anni), mentre la quantità d’acqua piovana rimane più o meno la stessa.
Marco Marin (Comune di San Giuliano – Geologo) ha descritto invece le aree di intervento in San Giuliano coinvolte dal progetto e il perché della loro scelta: via Monte Nero, via Gogol, via della Repubblica.
Daniela De Plano (CAP Holding – Resp. Interventi San Giuliano) ha accennato al funzionamento della rete fognaria di San Giuliano evidenziando che la sua portata d’acqua è in gran parte derivante dall’apporto meteorico. Pertanto è importante, in un’ottica futura, cercare di alleggerire il sistema al fine di prevenire eventi estremi sempre più frequenti. Gli interventi sono perciò finalizzati a convogliare le acque meteoriche in vasche di detenzione (buche riempite di materiali inerti) in modo da ridurre lo scarico in fognatura. I materiali inerti, di diversi tipi e granulometrie, hanno anche la funzione di depurare le acque. A questo proposito noi di Paullo dobbiamo ricordare il grave episodio verificatosi un anno fa al sistema fognario della nostra città, con lo scarico di liquami in Muzza proprio perché le pompe non erano più in grado di smaltire l’eccesiva quantità d’acqua.
