FONDO PEREQUATIVO METROPOLITANO

FONDO PEREQUATIVO METROPOLITANO

Sul Cittadino del 27 febbraio leggo a pagina 24 un articolo in cui il consigliere Gatti esprime la propria contrarietà alla decisione, presa dal Consiglio Comunale dello scorso mercoledì 25, di aderire al Fondo Perequativo Metropolitano. Anzitutto devo sottolineare l’incompletezza dell’intervista perché le motivazioni espresse dagli altri consiglieri contro l’adesione sono state diverse da quelle riportate nell’articolo. Le mie motivazioni, ad esempio, come quelle di altri, scendevano più nel merito della questione.

Nello specifico la mia posizione contraria è nata da due ordini di motivi, che ho espresso chiaramente prima del voto in Consiglio. Anzitutto lo statuto del fondo tiene conto della condizione di svantaggio dei comuni piccoli, che verrebbero “schiacciati” in un confronto con i grandi comuni dell’hinterland. Per questa ragione si prevede che il 30% del fondo venga obbligatoriamente riservato ai comuni sotto i 10.000 abitanti. Purtroppo Paullo, avendo circa 11.000 abitanti, si dovrà confrontare con comuni molto più grandi e questo fatto in qualche modo lo sfavorirà. 

In secondo luogo l’adesione al fondo costituisce nei fatti una delega a Città Metropolitana, anche se, nel caso di Paullo, come specificato in Consiglio dal sindaco Gianolli e da lui chiarito ulteriormente in un articolo del Cittadino di sabato 28, si tratterebbe, per ora, di mettere a disposizione del fondo solo la volumetria di tre aree standard, su cui in futuro non si prevede di costruire. Resta però il fatto che in questi anni Città Metropolitana non è stata molto attenta ai problemi del nostro Comune (vedi Paullese). Anche per questa ragione, a mio parere non trascurabile, non vedo la necessità di entrare nel fondo per primi: sarebbe meglio prendere tempo. Certamente questo non farebbe guadagnare a Paullo dieci punti nella graduatoria dei futuri finanziamenti, i dieci punti di cui parlava in Consiglio l’architetto Marzioni: un vantaggio poco significativo a mio parere, visto che si parla di una scala di mille punti. In sostanza io credo che sia opportuno far “testare” il fondo ad altri comuni e prenderci tutto il tempo per aderire in futuro. Se aderire al fondo è importante e conveniente per Paullo, lo sarà comunque anche senza i dieci punti che si otterrebbero aderendo ora. La maggioranza però ha pensato diversamente, in particolare l’assessore Badinjki, e così Paullo sarà tra i primi comuni, se non il primo, ad aderire al Fondo Perequativo Metropolitano. 

Come consigliere indipendente in questi mesi mi sono prodigata per portare avanti l’importanza della correttezza dei lavori in Consiglio, anche attaccando direttamente alcuni membri dell’opposizione che su questo punto erano, a mio avviso, carenti. Non posso esimermi dunque dal richiamare proprio sullo stesso punto anche la maggioranza, nella prospettiva di un miglioramento dei lavori in Consiglio Comunale. Infatti nell’ultima seduta mi sembra di aver notato un atteggiamento nuovo da parte di alcuni consiglieri dell’opposizione, come il consigliere Broglia ad esempio, che pensando all’interesse della comunità, della comunità scolastica nello specifico, si è distanziato nella votazione del primo punto dal consigliere Gatti. Auspico che allo stesso modo anche la maggioranza si adegui a questo nostro cambiamento, dialogando con noi senza arroganza e in modo costruttivo. Se i Consigli Comunali di Paullo diventassero un momento di confronto vero, non dominato da posizioni precostituite e finalizzate al consenso, probabilmente verrebbe risolto anche il problema della loro eccessiva durata.

Alice Bellavita

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