La vicenda della caserma dei Carabinieri di Paullo ha dell’incredibile, lo dicono tutti. D’altra parte, non è stata pubblicata una documentazione chiara ed esaustiva della vicenda, che consenta di capire perché l’amministrazione Lorenzini non sia riuscita a mantenere il servizio a Paullo.
Autore: Roberto Bellavita
Il Pd di Paullo, a poche ore dalla fine della campagna elettorale, si affida ad un lungo appello al voto per “Gianolli Sindaco”, pubblicato sui social a firma di un proprio esponente, Filippo Salmoiraghi. Un invito al “voto utile”, giustificato da una analisi della situazione politica locale che non condividiamo per nulla, anzi, che a nostro parere confonde i Paullesi.
Stamattina in via San Pedrino abbiamo visto che i manifesti della lista Gatti non erano più in sede sul tabellone, neanche in piccola parte, come se fossero stati strappati con cura, tutti e due e solo loro due.
La campagna elettorale giunge al termine. E’ corretto criticare, anche aspramente, ma il dibattito deve restare tale, un confronto aperto e corretto, politico, su cosa è stato fatto e su cosa si dovrà fare a Paullo. Niente di più.
Recentemente abbiamo sottolineato che il dottor Gianolli, pur candidato sindaco, non ha ritenuto opportuno pubblicare prima delle elezioni il bilancio 2023 di SPM, la società che ha in carico la piscina comunale e di cui è stato amministratore unico fino al mese scorso. Sarà un bilancio positivo? Non lo sappiamo.
Ieri, sulla strada di Vailate, improvvisamente, mi sono trovato immerso in un paesaggio che non vedevo più da decenni: campi coltivati a foraggio e lunghissimi filari di pioppi, alti, dritti, verdi.
Mi sembra che l’Amministrazione di Paullo affermi di aver fatto della digitalizzazione dei servizi uno dei fiori all’occhiello del proprio operato.
Stamattina giornata splendida, con cielo nitido e sole. Sui tigli di via Mazzarello stanno sbucando le foglie, ma non per tutti. Per alcuni, come quello che si vede nella foto, sul curvone della via dopo il semaforo, le foglie non sono ancora nate.
Alice mi racconta che, secondo Esiodo, il grande poeta greco contemporaneo di Omero, si doveva riprendere a navigare sul mare quando la foglia del fico, appena sbocciata, assumeva la forma della zampa di una cornacchia.
Sono passati oramai più di due anni e mezzo da quel sabato mattina del 26 febbraio 2022 in cui manifestavamo in via Mazzini chiedendo al Sindaco, che probabilmente era lì in municipio, di venire ad ascoltarci almeno una volta, di salvare quelle piante del filare che le perizie non consideravano a rischio di cedimento immediato, che potevano quindi essere risparmiate e inserite in modo opportuno nella ristrutturazione di via Mazzini.
Nella foto si vedono tre dei tigli ancora presenti nel giardino della biblioteca. Mi sembra dovessero essere abbattuti anche loro a suo tempo, ma poi si cambiò idea. Non so se sono stati oggetto delle perizie che hanno deciso la sorte degli altri tigli, quelli più famosi.
Sono bellissime piante.
Le mantidi di solito sono di un bel verde tenue, ma questa invece è di colore bruno. E’ posata su uno stipite della porta di casa mia.
